Carica/scarica mensile

Questa pagina confronta la dinamica mensile di carica e scarica del BESS nelle due configurazioni ottimali:

  • Piano A: BESS da 3 MWh senza nuovo fotovoltaico;
  • Piano B: PV da 7 MWp + BESS da 4 MWh.

Il confronto permette di osservare come cambia l’utilizzo mensile della batteria: nel Piano A il BESS lavora soprattutto su arbitraggio e peak shaving, mentre nel Piano B l’accumulo è influenzato anche dalla disponibilità di energia fotovoltaica.


Piano A

Nel Piano A la batteria viene caricata prevalentemente dalla rete nelle ore più convenienti e scaricata nei momenti di maggiore valore economico o di picco di prelievo.

Carica annua totale

1,189 MWh

Scarica annua totale

1,070 MWh
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Nel Piano A la carica mensile è leggermente superiore alla scarica mensile, per effetto del rendimento round-trip della batteria. Il profilo resta relativamente stabile lungo l’anno: il BESS opera con continuità e con un utilizzo quasi quotidiano.


Piano B

Nel Piano B il BESS lavora insieme al nuovo fotovoltaico. La carica mensile dipende quindi sia dalle opportunità di arbitraggio, sia dalla disponibilità di surplus fotovoltaico utilizzabile per caricare la batteria.

Carica annua totale

1,407 MWh

Scarica annua totale

1,267 MWh
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Nel Piano B il throughput mensile del BESS è più variabile. Nei mesi con maggiore produzione fotovoltaica, la batteria può caricarsi in misura più rilevante, specialmente quando il PV genera surplus rispetto al fabbisogno del sito.


Piano B — Allocazione mensile del fotovoltaico

Nel Piano B è utile osservare anche come viene allocata l’energia fotovoltaica: quota autoconsumata direttamente dal carico, quota accumulata nel BESS e quota esportata direttamente in rete.

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Nei mesi estivi la produzione fotovoltaica cresce sensibilmente: una parte viene autoconsumata direttamente, una parte viene accumulata nel BESS e una quota può essere esportata. Il BESS agisce quindi come strumento di spostamento temporale dell’energia solare, aumentando il valore dell’autoproduzione.


Piano B — Consumo PV e fonte di carica del BESS

Nel Piano B è importante distinguere due aspetti:

  • come viene allocata annualmente l’energia fotovoltaica prodotta;
  • da quale fonte proviene l’energia usata per caricare il BESS.

Questa lettura aiuta a capire perché l’abbinamento PV + BESS aumenta il valore economico dell’accumulo: una parte rilevante della carica del BESS deriva da surplus fotovoltaico, che altrimenti verrebbe esportato.

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Nel Piano B, la produzione fotovoltaica annua viene ripartita tra autoconsumo diretto, carica del BESS ed esportazione in rete. La quota destinata al BESS è particolarmente rilevante perché consente di spostare energia solare dalle ore centrali della giornata verso ore serali o di maggiore valore economico.

La fonte di carica del BESS mostra inoltre il ruolo centrale del surplus fotovoltaico: quanto maggiore è la quota di carica proveniente da PV, tanto più il BESS lavora come strumento di valorizzazione dell’autoproduzione, riducendo la dipendenza dalla carica da rete e migliorando il margine economico dell’accumulo.


Confronto sintetico tra Piano A e Piano B

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Il confronto conferma che il Piano B utilizza maggiormente il BESS in termini annui, grazie alla presenza del nuovo fotovoltaico e alla maggiore capacità della batteria. Il Piano A presenta un utilizzo più regolare e legato alla struttura tariffaria; il Piano B mostra invece una dinamica più stagionale, influenzata dalla produzione solare e dalla possibilità di accumulare surplus PV.

In sintesi, il Piano A utilizza il BESS soprattutto per arbitraggio e peak shaving, mentre il Piano B aggiunge una terza funzione: valorizzare l’energia fotovoltaica eccedente attraverso lo spostamento temporale verso ore a maggiore valore economico.